Storia del Brasile

Scoperto ufficialmente il 22 aprile del 1500dal portoghese Pedro Álvares Cabral che arrivò sulle coste di Bahia, il Brasile era stato già in precedenza raggiunto da Vicente Yáñez Pinzón e ancor prima da Vespucci, che ne era rimasto affascinato e si riferì a queste terre come ad un Nuovo Mondo.

In seguito, per il Brasile iniziò un periodo di colonizzazione. I regnanti europei, in primis il sovrano portoghese Giovanni III, infatti si approcciarono a questi territori come a delle loro estensioni e vi portarono degli schemi di origine medievale, come feudi e feudatari. La prima città fondata dai portoghesi fu São Vicente nel 1532, seguita poi da São Salvador da Bahia de Todos os Santos.

La necessità di coltivare tabacco e canna da zucchero alimentò il triste fenomeno della tratta degli schiavi dall’Africa e, con la scoperta degli immensi giacimenti di materie preziose, la situazione peggiorò ulteriormente. Percependo la ricchezza e le opportunità che questo grande territorio potevano offrire, raggiunsero fin da subito il Brasile anche olandesi, che colonizzarono alcune zone a Nord-Est come Recife e lo stato di Pernambuco, e francesi, che si stanziarono a Rio de Janeiro e São Luis, ma furono costretti con la forza ad abbandonare queste terre.

Sono state tante le vicissitudini politiche e le spinte di indipendenza del Brasile: dai movimenti di rivolta e di resistenza al fenomeno che ha visto indios e schiavi alleati contro il potere, dalle cospirazioni dei coloni oppressi dalle richieste del Portogallo alle idee illuministe diffuse anche grazie all’indipendenza americana. Mentre queste spinte interne rendevano la situazione oltreoceano difficile, il Portogallo subiva diversi attacchi anche in terra natale, al punto che nel 1822 la corona preferì dichiarare l’indipendenza del Brasile.

Come ben si può comprendere, la storia del Brasile, così come la sua cultura e la lingua, è indissolubilmente legata al Portogallo. Da semplice colonia portoghese, il Brasile ha ottenuto diversi privilegi e concessioni nel tempo, arrivando ad essere prima parte del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve, poi un impero, in seguito una monarchia costituzionale e infine la Repubblica Federale del Brasile che tutti oggi conosciamo.

In questo percorso verso la creazione di un nuovo stato libero vi è da ricordare, come importante segno di passaggio, l’inizio di una forte immigrazione a partire dal 1860, soprattutto ad opera di tedeschi e ancor di più da parte degli italiani, e l’abolizione della schiavitù nel 1888.

Per la cultura del Brasile determinante è stata anche l’influenza della religione cattolica, introdotta spesso con la forza dai coloni e dai viaggiatori, anche se i culti e le credenze tipiche africane e indios sono rimaste intatte nel tempo e ancora oggi vengono professate spesso in affiancamento ai riti più tQuadro Brasileradizionali. Questo incontro casuale o volontario di etnie ha portato ad una ricchezza tipica solo di questi luoghi, dove Europa, Africa e cultura indios hanno dato luogo ad espressioni artistiche e sociali originali e tutte da scoprire.

In epoca moderna il Brasile ha visto più volte cambiare la compagine governativa del paese, anche a seguito di colpi di stato. Nel 1930 Getúlio Dorneles Vargas salì al potere e governò il paese per diversi anni. Si aprì poi nel 1946 il periodo chiamato Nuova Repubblica, dove venne adottata una nuova costituzione maggiormente democratica. In seguito crisi e forte inflazione hanno portato poi all’instaurazione di un regime militare durato per diversi anni, dal 1964 al 1985. Il periodo successivo, anche grazie all’elezione diretta del Presidente della Repubblica Federale del Brasile, ha segnato il ritorno della democrazia. Nel 2003 è stato eletto alla massima carica dello stato una persona del popolo: il suo nome è Luiz Inácio da Silva, conosciuto in tutto il mondo come Lula. Dopo due mandati Lula ha passato il testimone alla neo Presidente Dilma Rouseff che passerà alla storia per essere la prima Presidente donna del Brasile.