Popolazione

Con i suoi tanti luoghi simbolo, le bellezze naturali e l’irresistibile atmosfera, il Brasile è lo stato dell’America Latina a registrare il più alto numero di abitanti, circa 200 milioni. Questo dato porta il vasto territorio brasiliano ad essere il quinto più popoloso al mondo.

Le zone del Brasile maggiormente abitate sono il Centro-Sud e tutta la costa, mentre le aree a Nord-Ovest registrano una scarsa concentrazione di residenti.

A causa delle numerose vicissitudini storiche che hanno visto il Brasile meta di colonialismi e scontri sociali, la popolazione brasiliana è un mix di etnie.

Secondo le ultime statistiche, oltre la metà degli abitanti è di razza mista e di colore, e si concentra prevalentemente a Nord e Nord-Est del Brasile. Un’altra maggioranza è bianca, mentre solo una piccolissima minoranza è asiatica, soprattutto giapponese, e indios.

E’ bene ricordare che il Brasile, dai primi decenni dell’ottocento fino circa al 1970, è stato una delle terre di riferimento per l’immigrazione. Fra gli immigrati si trovano, come è noto, molti europei, di cui portoghesi, spagnoli e italiani che oggi occupano in particolar modo alcuni stati a Sud, come Espírito Santo, Paraná, Santa Catarina, Rio Grande do Sul e San Paolo. La capitale omonima di San Paolo è la più grande metropoli del Brasile e vede un’importante presenza di abitanti di origine italiana, soprattutto trentini e veneti, che comunque risultano numerosi in tutto il Brasile e rappresentano circa il 15% dell’intera popolazione.

La comunità afro-brasiliana ha invece influenzato particolarmente lo stato di Bahia e la sua capitale Salvador. Oltre ad essere presente in tutto il Brasile, la popolazione di origine africana si raccoglie soprattutto negli stati centrali situati sulla costa, come Espírito Santo, Minas Gerais e San Paolo, e nella zona di Rio de Janeiro. Il 20 novembre di ogni anno in Brasile viene commemorata la lotta contro la schiavitù e la tratta dei neri dall’Africa con la “Giornata Brasiliana della Coscienza Nera”. In quella data viene ricordato Zumbi dos Palmares, che tanto sacrificò la sua vita in favore dei valori di uguaglianza e di giustizia sociale.

La lingua ufficiale parlata dalla popolazione brasiliana è il portoghese, anche se non mancano idiomi tipici amerindi, parlati in maggioranza dagli indigeni. A sud del Brasile è molto diffuso anche lo spagnolo e, in tutte le località ad elevata presenza turistica, vengono parlati correntemente anche inglese, tedesco e francese.

Per quanto riguarda invece la religione, in Brasile la maggior parte della popolazione è cattolica ed esprime in modo molto sentito la propria fede. Simboli religiosi come chiese, cattedrali e basiliche sono visitabili in tutto il territorio, così come conventi e monasteri dedicati ad ordini quali quello francescano e quello benedettino. Non mancano poi altre religioni minori come il protestantesimo, l’ebraismo, il buddismo e l’islam, e alcune forme di culto tipiche della comunità africana. Fra queste va citato il Candomblé, praticato anche in altri stati dell’America Latina.

Il Candomblé, professato inizialmente dalle popolazioni schiave, celebra il culto delle divinità denominate Orixa e rappresentanti gli elementi naturali che ci circondano. Il Candomblé ha saputo mantenere vive le sue tradizioni e, nonostante la religione cattolica lo abbia nei secoli più volte bandito, oggi è un’espressione folkloristica molto diffusa. In Brasile infatti la religione principale può essere affiancata ad altre dottrine e credenze e anche la popolazione cattolica partecipa molto spesso a riti e festività tipiche del Candomblé.