L’uso e la produzione dell’etanolo

Alcune sostanze, destinate all’impiego in determinate categorie produttive, trovano la propria origine in elementi apparentemente estranei alle medesime. Tale affermazione, se associata all’etanolo, assume una connotazione più che fondata: l’etanolo o bioetanolo, comunemente definito come alcol etilico, corrisponde infatti ad una sostanza ottenuta tramite la fermentazione degli scarti ricollocabili allo zucchero, i quali, attraverso la scomposizione degli zuccheri complessi, dai quali vengono successivamente ricavati gli zuccheri in forma semplice, danno appunto origine alla sostanza oggetto di discussione.Conseguentemente a ciò, è possibile stabilire che i Paesi cui può essere attribuita la produzione di etanolo corrispondono alle località conosciute per la loro dedizione nella coltivazione della canna da zucchero: prestando fede a tale definizione, il Brasile rientra certamente tra le aree maggiormente responsabili dell’insorgenza dell’etanolo.

L’etanolo, depositario di una tonalità trasparente, è in grado di distinguersi dai liquidi più comuni per merito dell’odore pungente che lo caratterizza. Contrariamente alla maggior parte dei liquidi, i quali sono destinati ad usi prettamente settoriali, l’etanolo equivale ad una delle sostanze più versatili ed adattabili ad una pluralità di contesti. Tra questi è possibile individuare lo sfruttamento dell’etanolo in qualità di combustibile, in quanto il costo ricollocabile al medesimo risulta essere ben più contenuto di quello attribuito alla benzina; un ulteriore branca di destinazione corrisponde all’applicazione dell’etanolo nella produzione di bevande profondamente diversificate, prime fra tutte il vino ed i liquori; un’ulteriore quanto innovativa finalità per la quale l’etanolo viene largamente impiegato trova la propria risoluzione in ambito cosmetico: a tale proposito, la capacità dell’etanolo di essere soluto con fragranze di differente natura permette ai profumi di eliminare efficacemente gli odori destinati ed essere coperti.

In merito alla stessa casistica, l’etanolo viene impiegato per la protrazione di creme e detergenti nel tempo, in quanto l’azione battericida di questa sostanza promette l’ottenimento di uno stadio di conservazione notevolmente più duraturo; per concludere, l’elemento oggetto d’interesse, se destinato alla lucidatura ed alla verniciatura dei mobili, equivale senza alcun dubbio alla sostanza che maggiormente si addice all’assembramento della stessa con altre tipologie di miscele, tra le quali spicca per larghezza d’utilizzo la gommalacca.

Le prestazioni dell’etanolo risultano essere aperte a prospettive ben più ampie di quelle riguardanti il settore alimentare e la branca delle sostanze disinfettanti: per quanto tuttora oggetto di discussione ed affermazione da comprovare,  è infatti ipotizzabile che in un prossimo futuro l’etanolo, quale principale componente dei biocarburanti, costituirà una gamma di carburanti a sé stante. Qualora tale circostanza giungesse ad una concretizzazione, il progresso che ne deriverebbe porterebbe con sé un primario, radicale cambiamento: è’ infatti risaputo, ad oggi, che le esportazioni brasiliane concernenti l’etanolo hanno soverchiato quelle riguardanti lo zucchero. La realizzazione di tale pronostico, perciò, garantirebbe ad un’economia in via di sviluppo un incremento ulteriormente più rapido.