I mondiali 2014

Coppa del mondo di calcio 2014: l’emozione di giocare in Brasile.

Immenso, meraviglioso, caleidoscopico, il Brasile è non è solo una delle nazioni più affascinanti del mondo, ma anche l’ultima ad aver ospitato i mondiali di calcio del 2014.

Era il turno del Sud America di avere un mondiale, perché l’ultimo nel continente si era svolto nel 1978 in Argentina: e tra i candidati si proposero nel tempo Cile e Argentina (insieme), ovviamente il Brasile e anche la Colombia, solo per citare alcune nazioni.

Alla fine, nonostante i dubbi sulle carenze strutturali, fu proprio il Brasile a vincere la selezione: e per due volte consecutive, cosa che non era mai successa, i mondiali si svolsero lontano dall’Europa (nel 2010 erano stati organizzati dal Sudafrica). Non era la prima volta per il Brasile, che già nel 1950 aveva svolto il ruolo di padrone di casa. Le sedi scelte, in questo caso, furono dodici: Belo Horizonte, Brasilia, Cuiabá, Curitiba, Fortaleza, Manaus, Natal, Porto Alegre, São Lourenço da Mata (Recife), Rio de Janeiro, Salvador e San Paolo. In questa edizione, a differenza di quella del 1950, gli stadi furono scelti (e costruiti) in tutte le capitali degli Stati federali del Brasile.

Il costo di tutto, compresa l’organizzazione? Probabilmente non lo sapremo mai: si pensa ad una cifra di circa 14 miliardi di dollari, la più alta nella storia dei mondiali. Il rientro fu di circa 3,5 miliardi di dollari: in pratica i brasiliani pagheranno i debiti fino alla settima generazione.

Una volta stabiliti i particolari fondamentali, fu scelta la canzone ufficiale, We are one, cantata da una strepitosa Jennifer Lopez, insieme a Claudia Leitte e al rapper Pitbull ( anche se non meno a effetto fu la canzone italiana di Checco Zalone e Mina la Palla è rotonda). La mascotte fu Fuleco, un armadillo (scelto perché riesce a chiudersi a palla) e il cui nome deriva da futebol + ecologia.

Ovviamente non poteva mancare uno strumento musicale ad hoc, e dopo essere stati allietati dalle famose vuvuzelas sudafricane, per questa edizione il Ministero dello Sport brasiliano scelse la caxirola. L’assurdo fu che non poterono mai essere portate negli stadi, perché avevano la forma delle bombe a mano e potevano essere usate come arma, nonostante se scosse riproducessero i suoni della natura.

E il calcio?

Ovviamente è stato un grande protagonista, anche se non con i nostri colori. Ecco allora i fatti più salienti del Mondiale 2014.

Innanzitutto qualche numero: tra le 32 squadre qualificate, 12 erano europee. Alta quindi la probabilità che la coppa del mondo ( come succede quasi sempre) potesse poi tornare in Europa.

Nel gruppo A, ovviamente passa il Brasile (da subito indicato come possibile vincitore) e un buon Messico.

Nel gruppo B invece cominciano le sorprese, a partire dalla Spagna campione uscente asfaltata 5 a 1 dai Paesi Bassi, che passano il turno insieme al Cile, mentre nel gruppo Cpassano Grecia e Colombia.

Nel girone D, quello dei dolori, la nazionale italiana ci regala la seconda tragedia consecutiva: neanche in questa edizione passa le eliminazioni, e viene rispedita a casa insieme all’Inghilterra. Passano il turno Costa Rica e Uruguay. Nel gruppo E passano il turno Francia e Svizzera, in quello F Argentina e Nigeria, mentre negli ultimi due si qualificano Germania, Stati Uniti, Belgio e persino l’Algeria!

Gli ottavi e i quarti scivolano via senza troppe sorprese, a parte il drammatico infortunio di Neymar nei quarti di finale contro la Colombia, e le semifinali vedono in contrapposizione Brasile-Germania e Paesi Bassi Argentina: in pratica ogni partita potrebbe essere una finale.

Invece ora accade l’impensabile: il Brasile favorito gioca la peggiore partita della storia. Nei primi trenta minuti i tedeschi segnano 5 goal: è come se invece della grande Seleçao avessero davanti la squadra di calcetto dell’oratorio. Alla fine il risultato è di 7 a1. Come se non bastasse, il Brasile perde anche la finalina per il terzo posto contro i Paesi Bassi per ben 3 a 0.

La finale invece, è una di quelle finali storiche, che sembra si debbano ripetere nei decenni: Germania contro Argentina, che già si sono incontrate nell’’86 e nel ‘90. La partita si chiude però a 7 minuti dalla fine dei supplementari con un goal di Gotze: gli Argentini non hanno la forza di pareggiare.

La Germania ringrazia i Mondiali del Brasile 2014 e si porta a casa la quarta coppa del mondo.